Capire per potersi confrontare
Le immagini di sabato 17 e domenica 18 ottobre a Milano, Bologna e Torino, città messe a ferro a fuoco da bande di giovanissimi, alcuni neppure teenager, sono immagini che ci hanno fatto seriamente preoccupare per una generazione che sembra aver perso il contatto con la realtà e la capacità di esprimere a parole il disagio che, evidentemente, vive ogni giorno.
Come Associazione che da quasi sessant’anni si occupa di infanzia e adolescenza, ci sentiamo coinvolti nell’analisi di una situazione che ci riguarda tutti, come adulti di riferimento e come educatori.
Proprio per questo sentiamo la necessità di promuovere un dibattito con i nostri Volontari e con tutti gli adulti interessati, per capire meglio le dinamiche in atto. Ma vogliamo aprire anche un dialogo con tutti le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi che seguiamo, convinti che il dar parola alle emozioni sia il primo passo per poterle vivere in modo positivo e non distruttivo.
Le sanzioni di cui tutti parlano possono essere un deterrente, ma per noi che operiamo in mezzo ai giovani è importante capire un fenomeno che ci lascia attoniti, perché siamo convinti che solo attraverso la comprensione si possono trovare i mezzi per affrontare una realtà che altrimenti sfugge.
dal sito ANSA/Matteo Corner